
Paddy schiocca le dita e regala una faccetta buffa, strizzando l’occhio con fare ammiccante.
All’altra estremità del bancone ricoperto da azulejos verde-rosa, Paulo Alves sta tracannando la sua ginginha, fingendo, come spesso il venerdì sera, di essere sordo e cieco ai richiami della strada, che va riempiendosi di colori e strategie d’approccio e ballo. Il biliardo del retro negozio riempie l’atmosfera di colpi secchi e imprecazioni sussurrate, in un balletto concordato, dove lo Stravijnsky di turno si conquista l’amore dell’uditorio con movenze da pavone. Stasera è il turno di Ricardo Pasteis, con la sua camicia caciarona e il suo muso da topo di campagna in vacanza nella metropoli.
Inarca la schiena e sferra il colpo, mentre attorno i mugugni dei perdenti rimbalzano sulle pareti sporche pitturate di fresco e si perdono nelle note strascicate di un Fado em mìm.
Sfortunato in amore… – chiosa il Pasteis, stirandosi le basette come un gagà.
E’ che sei troppo superiore… – lo fomenta Alex Tupaskiy, col suo accento tzigano
Morire se una volta mi salta un giro di Bock… – rincara Jimmy Pelourinho, aggrappato con lo sguardo al poster di Rui Costa, quasi per non cadere dallo sgabello mal posizionato, mentre conta le monete che lo separano dall’ultima bevuta.
Entra trafelato Tavares Corcovado, con l’ombra in faccia di chi ha visto un morto resuscitare nel proprio salotto, proprio dietro l’abat-jour.
- Se non m’arrestano stasera, divento vegano! – esclama, ammorbando l’aria di agitazione repressa, un sentimento che in quei locali non si avvertiva dal ’68.
- Che hai fatto, puzzone? – lo incoraggia uno
- Su, lascia giocare! – incalza l’altro
- Nervoso come sempre! – lo consola il terzo
- Stavo come al solito impegnato a disegnare stencil sui muri del bairro alto, quando, in uno slancio d’autore, ho colorato la faccia disegnata di una vecchia affacciata alla finestra del lato scala interno A. Non era una faccia disegnata come pensavo, ma un volto umano, attaccato a un collo umano di vecchia gallina… - ammette lo sconsolato
- E ti son stati addosso i gendarmi?
- Macchè, i familiari di Dona Rumenta, la vecchia di cui sopra, mi hann’inseguito coi matterelli, ho fatto il giro a piedi, fino all’Alcobaça…peste mi colga…
Paddy si guarda le unghie, e, sospirando, colora l’aria di sbuffi di antico Jameson.
(1- continua)

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