
Un dentista è seduto in un bar.
Guarda la palla di vetro che ha in mano, la gira al contrario e fa cadere la neve sulle case.
Sogna le carie e la moglie, di cui ha nostalgia.
Ma è il dentista della mala e gli toccan solo i denti del giudizio.
Possibilmente abbreviato.
Questa è una storiella triste che girava, anni fa, in un pub di Limerick, quando passavo la sera con Johnny Boat e Tudon Tranquillity, facendomi chiamare Radon Bonk, come l'eroe dei fumetti che mi ero inventato sui banchi di scuola. Così, tanto per cambiare identità ogni qual volta mi tornasse comodo.
E comodo lo era davvero, il Bowery Glystrom, una catapecchia splendente di luce interiore, così lercia ed accomodata, da fare ombra al nascente supermarket che metteva i denti da latte nell'isolato a fianco.
In quel periodo, portavo i capelli tagliati "a scacchiera": tale taglio veniva così denominato, poichè il mio barbiere di fiducia, Lazlòtoz, amava, durante l'operazione di sistemazione della mia acconciatura, giocare a scacchi con alcuni amici abitudinari avventori del suo esercizio, il tutto con intuibile pregiudizio per il risultato finale del proprio lavoro. Ma, avendo investito l'intero mio capitale estivo nel catalogo integrale della 4AD, non potevo permettermi un Jean Louis David di circostanza.
E Limerick, sullo sfondo e dentro lo sfondo, città regale e chiatta fatiscente, di quell'anno me la ricordo come l'apparizione più degna. Una calda e frusciante sensazione di creatività, che, in ogni caso, non usciva mai da sè stessa, avvolgeva i nostri cuori ed appagava i nostri polomoni, come inchiostro di Pall Mall.
La "Città dei Coltelli", come da ambiguo ed abusato clichè per turisti maldestri, rivelava un'anima accorata, semplice e ansiosa di piacere a tutti, soprattutto a chi non sarebbe mai più tornato in quel posto di stracci. Il lato maledetto lo celava tra le mura amiche, dentro i bicchieri capovolti ad asciugare sugli scaffali dei bar.
Accidentalmente, e senza alcun preavviso, si era fatto il 92, Sarajevo era appena stata circondata dai Serbi, ed al cinema sarebbe stato l'Anno delle Iene. Nello stereo giravano Check your head e Slanted & Enchanted.
Stonati ed incantati lo eravamo pure noi tre, andando a zonzo dal mattino alla sera, cercando di riempire lo zaino con le colazioni degli alberghi dove non avevamo passato la notte.
Fu in una di quelle mattine, col sole a compasso e la nebbia negli occhi, che ho conosciuto i Nirvana.
(1-continua )

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