domenica 24 giugno 2007

Rock n roll all nite.


Dentro lo zaino, tutto il necessario. Cercasi nuovo alloggio sfitto. Una pila di moduli più morti che vivi e le tasche piene di biglietti usati. E…come dicono nelle canzoni? Tanta voglia di ricominciare.. Il tutto senza la voglia di ricominciare. L’autobus è più bagnato dentro che fuori, e la pioggia ha allagato le pozzanghere, di un nero brillante. Dopo due ore di sonno la cosa non è migliorata. I punti interrogativi nella mia testa sono come conigli in un prato e le certezze più assenti di un uomo onesto in un pub. Guardo me stesso da fuori, come fosse un’altra persona e provo frustrazione per quel poveretto. Potrei spendere tutte le mie sostanze in viaggi, fino all’esaurimento. Questo sì, vabbè, ma poi, da domani pomeriggio? Un nucleo di case, ad un tratto, è una piazza, e con la gente, persino. Mi incollo al vetro a guardare e rifletto, in trasparenza, la mia immagine. Al momento, non posso permettermi i colori. Gli uomini, imbastiti nei k-way e nei berretti osceni, ostentano disciplina. Le donne difendono costose permanenti. I ragazzini sollevano polveroni d’acqua, correndo come pixel in un videogame. Penso che, coi miei mezzi, potrei essere un intellettuale. Ma figurarmi il peggio non serve più. E’come ripercorrere il passato, cancellando i giorni tristi: un’inutile, quanto pretenzioso ghirigori.
Il mio amico Jeremiah Trust, quando, nel Lancashire, faceva strage di fanciulle, e surf sui reati minori, amava dire “ognuno è schiavo solo di sé stesso, oltre che, naturalmente, delle tasse”… che grande pensatore. Sembrava un tonto, ma oggi riempie gli stadi. Infatti, da due anni, installa i seggiolini blu.

Nessun commento: